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Gratificare per favorire l’apprendimento

Alcune riflessioni in seguito all’Incontro con il Prof. Stella

Sala gremita da insegnanti di ogni ordine di scuola all’incontro ospitato dalla nostra scuola la scorsa settimana, dedicato alla didattica inclusiva, e in particolare all’accessibilità dei contenuti e alla personalizzazione degli interventi educativi per alunni DSA e BES.

L’evento organizzato dalla casa editrice Giunti e coordinato dalla Dott.ssa Paola Pasotto – Direttore di Giunti Edu – ha visto la partecipazione del Prof. Giacomo Stella, docente presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e fra i massimi esponenti a livello nazionale del tema proposto.

Si è discusso delle metodologie in grado di favorire l’accessibilità alla didattica ad alunni con disturbi specifici di apprendimento e bisogni educativi speciali. In particolare, sono emerse numerose riflessioni sull’apprendimento implicito, quella magia che si manifesta quando un bambino impara la propria lingua madre senza alcuna spiegazione, senza istruzioni. In breve, senza alcun insegnamento. 

In che modo la scuola di oggi può stimolare e favorire un simile meccanismo?

Il prof. Stella ha sottolineato non solo l’opportunità quanto piuttosto la necessità di nuovi percorsi esperienziali, in cui apprendimento significhi anzitutto gratificazione. Un percorso che deve passare attraverso tappe fondamentali quali: accesso alle informazioni – in particolare per alunni con difficoltà di lettura e memorizzazione – , comprensione, rielaborazione e selezione del materiale e infine strategie alternative di memorizzazione  La lezione frontale, o “spiegazione” per utilizzare un termine più noto, non faciliterebbe l’apprendimento in sé, ma risulterebbe un strumento utile solo una volta raggiunto un buon livello di conoscenza. Una riflessione, quest’ultima, che nasce dalla constatazione di come la memoria episodica risulti tanto fragile da mantenere quanto facile da sviluppare, contrariamente alla memoria semantica, incancellabile perché si realizza attraverso la comprensione, senza alcuna dimensione quantitativa 

Da anni, il nostro istituto ha abbracciato il modello “Senza Zaino”, un progetto  che attualmente coinvolge più di cento Istituti in Italia, basato sul concetto di scuola come comunità di ricerca in cui viene favorita la responsabilità degli alunni e l’acquisizione delle competenze attraverso un approccio globale al curricolo. Concetti, questi, del tutto corrispondenti a quelli sostenuti dal prof. Stella nel suo intervento .

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