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Il centenario di una scuola cattolica

Cent’anni fa l’illuminata generosità di Mons. Soldà e la concreta disponibilità delle Suore di Santa Giovanna Antida Thouret misero in moto un’istituzione educativa che si è rivelata di grande rilievo per la comunità polesana.

All’incirca quattro generazioni dopo la fondazione, si possono contare a migliaia le allieve, le educande, i ragazzi che tra le mura del Collegio si sono formati e istruiti.

Si può dire che lo slancio filantropico di Mons. Soldà – mirante a fini di elevazione spirituale, oltre che culturale – è stato anno dopo anno attualizzato dal fecondo apostolato delle Suore della Carità. Solo grazie al loro generoso impegno ed alla loro tenacia non si è mai spezzata – tranne che nei momenti di drammatica impossibilità – la continuità di un insegnamento sinceramente cristiano.

Scuola di vita e di fede, oltre che di istruzione e di cultura, il «Sacro Cuore» è stato nel suo secolo di attività un punto di riferimento prezioso per tante famiglie di Rovigo e della provincia.

Nel corso dei decenni la prerogativa dell’ospitalità propria del «convitto» è stata progressivamente ridimensionata. Questo ha permesso di far risaltare il carattere più vero e intimo dell’istituzione: quello di scuola cattolica aperta alle necessità educative della società in cui è inserita.

Sulla sua diffusione attuale nel sistema educativo cittadino basti pensare che son poco meno di 400 gli alunni che varcano quotidianamente la soglia del «Sacro Cuore», per distribuirsi nelle aule della Materna, delle Elementari, della Scuola Magistrale e del biennio di sperimentazione.

L’istituto «Sacro Cuore» tende idealmente la mano alle migliaia di Scuole Materne, Elementari e Medie di ispirazione cattolica oggi operanti in Italia. Esse costituiscono la quasi totalità del settore dell’istruzione pubblica non statale, che ammonta all’8% circa dell’intero apparato scolastico nazionale.

Dal punto di vista legislativo e finanziario lo Stato mortifica ingiustamente quanto irrazionalmente le scuole non statali. La perdurante mancanza della legge paritaria e l’inefficace applicazione delle leggi regionali per il diritto allo studio fanno ricadere sulle spalle delle famiglie l’onere del sostentamento degli istituti non statali. Ciò risulta tanto più grave e contraddittorio perché limita il diritto di tutti i genitori di formare i figli secondo modelli educativi in piena coerenza con i propri convincimenti morali e culturali.

Gli illibertari impedimenti legislativi, tanto più forti in un contesto societario in rapida evoluzione, si traducono in obbiettive difficoltà pratiche e gestionali, che condizionano pesantemente la crescita e la sopravvivenza stessa degli istituti non statali.

È un pericolo grave contro cui la comunità locale tutta, ma segnatamente quella cattolica, deve vigilare. Le scuole cattoliche sono presidi educativi e democratici. La loro «anima» consiste nel voler formare integralmente, cioè cristianamente l’uomo, dandogli una salda consapevolezza della sua libertà sociale e intellettuale. Sono un «bene» comune, dunque, che deve essere difeso e salvaguardato con il massimo impegno costruttivo di tutte le parti coinvolte.

Questa fondamentale preoccupazione affiora pressantemente oggi, al compirsi del centenario del «Sacro Cuore»: memori degli edificanti sacrifici e dei lusinghieri risultati di un secolo di storia, e consapevoli dei recenti travagli gestionali dell’istituto.

PIER LUIGI BAGATIN
Presidente provinciale dell’A.Ge.S.C.
(Associazione Genitori Scuole Cattoliche)