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Mons. Eugenio Soldà

IL FONDATORE DEL COLLEGIO

Nacque a Roverdicrè il 30 settembre 1816. Compì gli studi nel Seminario di Rovigo. Fatto sacerdote, fu per parecchi anni professore nel Seminario stesso, dove si distinse per ingegno e pietà.

Assunta la direzione della parrocchia di Polesella, fu successivamente incaricato di quella di Massa Superiore.

La sua intensa azione pastorale venne bruscamente interrotta nel 1866. Un pugno di facinorosi lo assalì nella sua canonica, minacciandogli la vita e costringendolo a fuggire.

Mons. Soldà si ritirò allora a vita privata in una casa colonica di S. Urbano d’Este, nella parrocchia di Carmignano. Qui riprese gli amati studi, senza negarsi però all’impegno sociale. Ricoprì per molto tempo la carica di assessore anziano nel comune di adozione.

Il vescovo Polin, apprezzando le sue doti morali e intellettuali, lo nominò canonico della collegiata di S. Stefano di Rovigo e provicario generale della diocesi. Per attendere a questo ufficio Mons. Soldà fino alla morte veniva settimanalmente dal suo ritiro di S. Urbano a Rovigo.

Il suo grande spirito di carità si manifestò in molte occasioni. Nelle opere di pubblica utilità e in quelle cattoliche della Diocesi egli comparve sempre fra i primi oblatori.

La sua costante preoccupazione per la cura e l’educazione della gioventù lo spinse nel 1887 a donare tutto il suo patrimonio per l’istituzione del Collegio femminile del S. Cuore in Rovigo, diretto dalle Sorelle della Carità di S. Giovanna Antida Thouret. Negli anni successivi alla fondazione, Mons. Soldà non lesino gli sforzi per proteggere e sostenere l’istituto, che divenne rapidamente uno dei centri più affermati dell’educazione della gioventù femminile a Rovigo.

Quasi novantenne, Mons. Soldà spirò nella sua casa di S. Urbano nella prima domenica dell’aprile del 1906.

[dal necrologio apparso su «La Settimana» del 15 aprile 1906 (a. VI / n. 16), p. 2]

 

 

CONVENZIONE TRA MONS. EUGENIO SOLDÀ E LE RR. SUORE DELLA TRINITÀ

In Bologna il 1 ° Aprile del 1887.

Nel nome del Signore e di Maria SS. ma Addolorata.

Affinché l’Istituto femminile del Sacro Cuore di Gesù, che si sta formando in Rovigo, e che viene affidato coirAtto presente alla Congregazione delle R.R. Suore di San Vincenzo de’ Paoli, rappresentata dalle signore, Gaetana Suor Rosalia, Lavinia Suor Teresa, Maria Suor Filomena, Sorelle Accetto, dalla M.R. Suor Maria Amata Lenvers, Superiora Provinciale, e dalla Rev.ma Suor Maria Giuseppa Boquin, Superiora Generale, sia conservato, col divino aiuto, allo scopo per cui viene fondato, ed a prevenire eventuali dispareri sull’intenzione del Cedente Sacerdote Eugenio Soldà, fu Gaetano, oltre a quanto si è stipulato coir/strumento 1 ° Aprile 1887 ad atti del Notaio Signor Mario Amaduzzi di Bologna, di unanime accordo dietro precorse intelligenze convengono formalmente le parti fra loro, quanto segue:

  1. Chiesa, Case e Campi annessi, tutto quanto si è indicato nell’istrumento Notarile suddetto, niente eccettuato, e tutto che verrà acquistato, dato e lasciato per l’istituto del S. Cuore di Gesù in Rovigo, dovranno servire in perpetuo per Casa e Collegio Convitto di Educazione femminile per le fanciulle discendenti per legittimo Matrimonio da Fratelli e Sorelle del Cedente, qualora ve ne fossero, ed anche per le fanciulle, sia di nobile che di civile condizione i cui genitori dietro pagamento di pensione domandassero che vi fossero ricevute l’alta protezione di S.E. Mons. Vescovo Cattolico protempore della Diocesi in conformità delle sagge Regole delle Suore di Carità già approvate dalla S. Sede.
  2. Tutti i suddetti beni stabili e mobili s’intendono essere ed avere il carattere di beni ecclesiastici e posti sotto la sanzione delle leggi e discipline canoniche, intendendosi che la vera reale proprietà sia della Chiesa Cattolica Apostolica Romana il Cui rappresentante universale è il Sommo romano Pontefice. Egli con la sua venerabile sapienza provvederà acciò lo Stabilimento serva sempre per Educandato femminile nei modi e condizioni convenute anche nel caso in cui le RR. Suore della Carità per qualunque motivo non potessero o volessero continuare nella direzione dell’Educandato stesso.
    Che se poi fosse una forza maggiore che loro ne impedisse la personale direzione, potranno delegare persone di fiducia a dirigere ed istruire le fanciulle in vece loro restando però sempre ad Esse il diritto d’essere ripristinate nel godimento dello stabile ed accessori, appena cessata la causa che aveva procurato il loro precario allontanamento.
  3. La Rev.da Superiora o Direttrice locale dell’istituto guiderà e condurrà l’economia della Casa, terrà in apposito Registro conto esatto degli introiti e delle uscite. E qualora dall’amministrazione, dopo provveduto ai bisogni delle R.R. Suore Maestre, prelevata qualche cosa, d’accordo colla Rev.da Sup.ra Provinciale per le Maestre inferme, e per le Novizie da preparare a Maestre, e dopo adempiti gli obblighi imposti nell’lstrumento Notarile, risultassero degli avanzi, questi saranno erogati od in ampliamento dell’istituto od in qualche posto gratuito o semigratuito a favore di fanciulle povere di distinta virtù e talento, 1 ° di Massa, 2°
  4. Avendo poi il Cedente chiaramente espresso:
    1. Che fra gli scopi principali della fondazione di questo Istituto, c’è quello che le fanciulle vengano molto bene istruite nella Religione Cattolica, Apostolica, Romana, inspirando loro coraggio e fermezza nel vincere i rispetti umani, e nel professare francamente in qualsiasi luogo la propria fede religiosa, a fare, sostenere, suggerire, quando potranno, opere religiose di beneficienza e di carità verso i prossimi specialmente bisognosi, non solo materialmente, ma spiritualmente, ed insinuando il grande merito che acquisterebbero nel prestarsi divenute adulte, ad insegnare la Dottrina Cristiana Cattolica nelle Chiese coadiuvando i R.R. Parroci nell’istruì re le fanciulle del popolo.
    2. Che affine che l’istituto abbia a sostenersi nella pubblica stima e non abbia ad essere molestato le RR.de Maestre siano fornite di Diploma o Patente di grado inferiore e superiore conforme alle leggi governative, adattandosi in quanto sia lecito (religiosamente) anche ai programmi delle Scolastiche Autorità dominanti.
    3. Che siano le allieve anche istruite a cantare Lodi sacre popolari da insegnarsi poi al loro ritorno nelle Parrocchie della Diocesi alle figlie del popolo.
    4. Che nei giorni festivi nella Chiesa dell’istituto siano accolte le fanciulle esterne per essere istruite nella Dottrina Cristiana Cattolica applicando a tale ufficio, sotto la scorta e vigilanza delle R.R. Maestre, quando lo riconoscessero opportuno, le Allieve più grandi e più savie del Collegio, esercitandole così e preparandole ad istruire poi nelle Chiese parrocchiali quando ritornassero alle loro famiglie.
    5. Che a rendere istruite e coraggiose le Allieve a difendere in qualsiasi luogo ed occasione le verità della religione, oltre alle grazie di Dio, fa d’uopo lo studio della Religione, e perciò raccomanda la lettura e lo studio del Gerola, del Gaume, del Franco, del Segur e di altri adattati Autori, sui quali fare esercizi di dispute estemporanee.
    6. Che la Chiesa dell’istituto serva in perpetuo di Convegno centrale della Congregazione delle Madri Cristiane della Città e Diocesi per le loro Conferenze ed Esercizi spirituali ad epoche opportune da stabilirsi. E quindi la R. Superiora dell’istituto tenesse relazioni colle più autorevoli ed influenti della Congregazione, nonché colle Allieve Diocesane dopo uscite dal Collegio, facendo che l’istituto addivenga e sia come il Seminario Religioso femminile della Diocesi, avvertendo che atteso il dispregio della Religione e dei Sacri Ministri, e la scostumata licenza introdotta nei pubblici Teatri moderni e dei balli, sarà da insinuare e nelle Madri e nelle Allieve preventiva riprovazione, orrore ed astinenza da simili condannati spettacoli, non essendo ricreazioni, ma causa di scandalo e di depravazione, ad offesa della Religione, a danno del buon costume e delle anime di chi ne fa parte e vi concorre.

Le R.R. Signore Gaetana Accetto, Suor Rosalia, Lavinia Accetto, Suor Teresa, e Maria Accetto, Suor Filomena, si obbligano insieme alla loro M.R. Superiora Provinciale e Generale di fare, e fare adempiere tutto quanto si è superiormente esposto ed indicato, ed in conferma si sottoscrivono presenti.