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L’Egitto ritrovato….e riscoperto

Uscita didattica della classe 1 SS1G

Martedì 29 maggio, la classe 1°A della Scuola Secondaria di Primo Grado si è recata alla mostra intitolata ‘L’Egitto ritrovato’ sita in Palazzo Roncale fino al 1° luglio. La Collezione Valsè Pantellini promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con l’Accademia dei Concordi e il Comune di Rovigo, con il coordinamento del gruppo Egitto Veneto e – in qualità di partner – l’Università degli Studi di Padova e l’Università Ca’ Foscari di Venezia, per la prima volta rende visibile al pubblico una parte dei reperti della Collezione che, completa, conta oltre 500 pezzi.

Gli studenti durante la visita guidata hanno potuto ammirare circa un cinquantina di reperti: il cofanetto ligneo per ushabti in forma di sarcofago, il sigillo cilindrico databile alle prime dinastie, due stipiti di falsa porta in calcare bianco con figure a bassorilievo e due frammenti di stipiti con iscrizioni in calcare bianco, una stele familiare databile al tardo Medio regno, una serie di bronzetti votivi di divinità e numerose statuine funerarie, amuleti risalenti all’Età tarda, statuette lignee, una maschera di sarcofago in legno dipinto, due frammenti di cartonnage di mummia, una stele policroma lignea di Epoca tolemaica e un contenitore per cosmesi a forma di donna.

Due i reperti che hanno suscitato molta curiosità dei ragazzi: Meryt e Baby, due mummie di cui si conosce ancora poco. Nei prossimi mesi gli studiosi cercheranno di svelare i misteri che le avvolgono attraverso indagini diagnostiche, tac e esami di vario tipo, tra cui l’analisi con il metodo del carbonio C14, che saranno svolte dalle equipe delle Università di Padova e Venezia, dell’Ospedale di Rovigo e del laboratorio del Museo Egizio di Torino, in collaborazione con la Polizia Scientifica del Triveneto, che tenterà anche una ricostruzione tridimensionale dei corpi per dare un volto a questi due testimoni d’Egitto. Un affascinante percorso scientifico che potrebbe trasformare la leggenda di Meryt e Baby in storia.

A conclusione di questo emozionante percorso, i ragazzi hanno partecipato ad un laboratorio tenutosi presso Palazzo Roverella: come dei veri archeologi hanno catalogato, datato, descritto e ricostruito una parte della stele policroma lignea che avevano osservato durante la visita, approfondendo i significati e le curiosità nascoste dietro tale reperto ed i suoi geroglifici.

Prof.ssa Silvia Bedendo

 

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